Scivolato dalle mie mani

In uno stato a mezzo tra sonno e veglia
un altro pensiero è fuggito via.
È scivolato dalle mie mani
senza lasciare nessuna traccia
se non un vago ricordo
di averlo potuto pensare
di averlo sentito nascere...
e di averlo sentito andar via.
Ora quel singolo pensiero
non è più parte del mio essere
ma scorre libero e cerca
un altro pensatore sognante
in grado di dargli giusta forma...
che possa dargli una vita,
una condizione migliore
di quella di pensiero vagante,
pensato e mai tramandato.
Condizione di pensiero pensato
poi subito dimenticato.


Ha smesso. Qualunque cosa fosse, ora è terminata, lasciandosi dietro solo un vago e lontano eco di passaggio, perdendosi poi nello scuro di una notte stanca.
Perso l’attimo non lo coglierai mai più, questo sembra dire il groviglio di ricordi e sensazioni rimaste a far da scia.
Perso l’inafferrabile, fuggevole per sua stessa natura, non lo ritroverai sulla tua via... troppo vaste e ingarbugliate le strade dei pensieri che sfiorano il sogno, per poter credere di imbattersi in un tentativo di recupero.
Perso il gesto, null’altro resta se non il rassegnarvisi accettando l’inevitabilità di constatare una mancanza.
L’ho provato, ma ha lasciato in me un’indescrivibile sensazione, portandosi via le parole.