Vecchio storpio

Vecchio storpio, girava così per la sua vita
sempre chino sul suo ormai logoro bastone,
come se quella sfortuna non l’avesse capita
e passando, per tutti era solo un barbone.

Ne aveva vista di strada, ne aveva di storie
dopo tanti anni le portava stampate in viso.
Perso nel suo mondo a rincorrere le memorie
gli era facile regalare a chiunque il suo sorriso.

Un giorno venne un uomo, grande e imponente,
vide uno storpio e rimase li fermo ad osservare.
Lo vedeva sorridere, ma il suo riso era struggente
così decise di avvicinarsi e cominciare a parlare.

Vecchio io ti osservo, eppure non riesco a vederti,
vedo il tuo corpo i tuoi occhi, vedo le tue dita.
Mi regali un sorriso eppure non ho nulla da darti,
e così ora ti chiedo: ‘Vecchio cos’è per te la vita?’

Vecchio storpio sembrava non volergli dare retta,
guardandosi le mani, aspettava di vederlo andare.
Cominciò a parlare, con voce calma e senza fretta
mentre i suoi occhi parevano mettersi a brillare.

Tu mi guardi e non puoi vedermi per un motivo comune,
fermo a guardare uno storpio, di questo t’accontenti.
Ma dietro il mio aspetto, le mie vesti, il mio lerciume
c’è una semplice persona fatta oggetto dagli eventi.

Ti racconto una storia, parla di un uomo normale
piange e ride, soffre e vive di altre persone.
Aveva capito che la vita di ogni essere mortale
è fatta a gesti semplici, poche parole, molta passione.

Sapeva quanto un semplice abbraccio possa dare calore,
con un sorriso sapeva dare emozioni e pensieri mischiati.
Tutti i suoi amici erano ammaliati dal suo fervore,
quando erano con lui si sentivano quasi beati.

Quest’uomo aveva conosciuto la felicità ma suo malgrado
la vita decise di renderlo un persona particolare.
Da quel momento la gente lo vedeva sempre più di rado
eppure a lui piaceva ancora ridere, sognare, amare.

Ora vive per strada, vecchi ricordi a tenergli compagnia
ma non ha dimenticato la rara bellezza di un’emozione,
un solo gesto capace di vincere l’altrui malinconia
e ancora prova a regalarne a chi lo degna d’attenzione.

Vecchio ti ammiro, la vita ti ha tolto tutto
eppure la tua forza riesce a superare questo stato.
Se potessi, desidererei cogliere il frutto
della gioia che hai dentro, così da sentirmi rinato.

Tu uomo, cosa vuoi che ti dica, io posso fare poco
posso donarti un altro dei miei sorrisi, nulla più.
Poi sta a te capire come funziona questo bel gioco
e se ne sarai capace potrai insegnarlo a chi vuoi tu.