In qualche luogo i sogni diventeranno realtà.
F.Pessoa
Una fitta improvvisa. Viaggiavo in treno, i miei pensieri a viaggiare con me, li porto sempre dietro. In tasca un libro, un libro di poesie.
Cosa ne pensi, lo sfogliamo a tenerci compagnia?
Ma si, dopotutto lo tengo con me apposta.
È bastata una sola frase, la prima capitata sotto il passo svelto dei miei occhi, e subito mi sono ritrovato in un torrente di emozioni, trascinato da quelle poche parole sconosciute. Improvvisamente il mondo intorno a me ha cominciato a cambiare, e cambiava, cambiava... tutto intorno a me ha cominciato a prendere forma, ma forma diversa dalla forma originaria, forma di parole e forma di emozioni.
È bastata una sola frase. Poche parole, ma lette e rilette fino a farle smettere di vedersi parole, per vederle rinascere in emozione e goderle il giusto meritato.
Ora, in questo stato speciale, nuova condizione sensitiva, ho cominciato a riguardare il mondo. Partendo da qualche parola, i miei pensieri vagavano in cerca di una meta, o in cerca di un pensiero intorno al quale orbitare. E mi sono ritrovato al capolinea SI SCENDE!... voci, e mi sono trovato improvvisamente in un fiume in piena di voci, voci che creavano parole, sciorinate una dopo l'altra fino...
...ma che 'ffa chesta... e po' so' sciso sotto...
...ma poi quella tua amica...
...eh, mo attraversamme'!
... ma che 'vvo...
...mi da un biglietto per...
...a creare un manto di parole su cui camminare, lasciarsi trasportare a passo lento, poggiando piano i piedi in terra, quasi a non voler disturbare le tante parole che vengono messe al mondo e che popolano queste vie. E ci cammino sopra saggiando l'aria che respiro, accompagnato da una musica del secolo passato, una musica fatta di vecchiaia e di voglie di divertirsi passate, ci cammino sopra e ad ogni passo sento passi passare da un presente immediato ad un futuro sempre più presente, e mi sento camminare lentamente verso la mia vita... sento la mia vita compiersi sempre di più, completarsi fino a diventare vita, di quelle che un giorno lontano avrai voglia di raccontare a nessuno che voglia stare a sentire, completarsi fino a prendere forma definita, forma di vita.
E intanto continuo a camminare, un passo dopo l'altro, e la casa si fa sempre più vicina, meta sempre più raggiungibile, e la raggiungo tra le braccia di una leggerezza crescente, consapevole di quanto importante sia avere una meta, indifferentemente dalla meta, o dal suo raggiungimento.
E mentre cammino, e mentre penso, e mentre mi emoziono, sento una lacrima che preme per uscire. Ma questa volta è una lacrima gioiosa, lacrima da eccesso di felicità, lacrima che preme per uscire fuori e salutare l'aria del giorno, e per bagnare di emozione una guancia, che sentendosi così toccata inizia a sorridere.
E dopo una infinità di passi, quasi impossibili da contare perché in questi brevi momenti il tempo ha cominciato a scorrere all'impazzata, dopo tanti e tali passi da aver riflettuto su una vita (vita da tre a cinque passi), guardo la mia casa, ora ho bisogno di qualcosa in cui riversare tutte le emozioni provate oggi. Avrei potuto anche affidarmi alla memoria, ma questo resta sempre il metodo più indicato per conservare le emozioni... ti permette di conservarle più a lungo.
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