Ettore il mio amico zanzara

E allora stavo riposando, no, ed era notte. Notte fonda, fonda ma sempre notte era. E all'improvviso, nel mentre che dormivo un po' profondamente e un altro po' no, mi sembra di sentire, con l'orecchio mezzo sveglio, un rumore in lontananza.
Era una specie di ronzio, no, di quelli che quando uno sente una macchina venire li da lontano pensa “Ecco, proprio questo ronzio è quello che mi ha dato fastidio l'altra notte!”... proprio quel tipo di ronzio!
E allora ho pensato che fosse la solita macchina, no, sulla solita stradina dietro casa, con dentro il solito rompipalle che alle tre del mattino non sa dove andare e si mette a correre e a fare il pilota proprio dietro casa mia... ah, se almeno una volta gli si bucassero le gomme come dico io!
Mai che succedesse... intanto il guaio era fatto, che tanto mi ero già bello e svegliato, no, ma manco il tempo di finire la scorta di bestemmie, che mi rendo conto della fonte del ronzio...
Stavolta pace al guidatore-pilota, ma era stata tutta colpa di Ettore, no, ...ma ...ma come non conoscete Ettore? Allora ve lo devo presentare!


Ettore è la zanzara che si occupa di gestire il mio condominio, e a dire il vero è pure bravo nel suo lavoro... mai una zanzara che viene a fare i prelievi fuori orario, mai una lamentela, mai un disaccordo... Ettore fa filare tutto liscio, come un vero e proprio orologio svizzero... proprio non si direbbe che è nato a Napoli.
Ah si, perché se non lo sapete, lui non è proprio di origini napoletane, ma ci è nato lo stesso li, e ne va quasi fiero... Se vi trovate a parlare con lui, chiedeteglielo pure, e vedete come vi risponde. Sicuramente vi comincia a dire che...


...mio padre, Ernest, una zanzara altolocata di provenienza inglese, capisci (londinese, “purosangue”... ci tiene a specificarlo!), un giorno, quando era molto giovane... circa qualche settimana fa, non ricordo preciso, insomma era insieme alla mamma (di Ettore, non di Ernest... altrimenti avrei dovuto dire la nonna... e poi è Ettore che racconta, era facile, no?), la mia amata mamma (ora si capisce meglio, no?), mamma Elizabeht con la acca nel posto sbagliato, ma che tanto non si sente, quindi è uguale lo stesso...
Cosa stavo dicendo? Ah vero, che la mamma e il papà erano insieme, capisci, e come luna di miele decisero di andare per qualche ora a Napoli. In verità non è che lo decisero perché avevano voglia di andare proprio li, capisci, ma il fatto è che vivevano nella zona dell'aeroporto di Londra, e volando un po' in giro a caso, dopo che si erano appena sposati e stavano cercando un posticino appartato dove... insomma, dove mettere su famiglia ...e capisci! e per sbaglio si trovarono imbarcati in un volo diretto a Napoli... furono pure fortunati a trovare un posto vicino all'oblò, perché quello era un volo a basso costo, di quelli per la gente che ha pochi soldi in tasca, ma vuole provare lo stesso a vedere il mondo che si fa piccino, anziché starci sempre sopra a consumare le scarpe.
E allora fu così che mio padre e mia madre si ritrovarono all'aeroporto di Napoli, capisci, e da qui si trovarono subito in un caos dove non ci hanno capito quasi niente, che li ha portati dove ora sono io.
Si, perché per capirci qualcosa, per uno che viene da Londra e una di origini svizzere (Ettore deve avere preso tutto dalla madre in certe faccende!) è dura davvero.


Ed ora eccolo qui Ettore, che volteggia e si viene a sedere sul letto, facendo spostare il baricentro, che quasi rotolavo giù! In effetti, per la sua età si porta abbastanza grande, un metro e venti per 27,5 chili di peso a secco (ecco perché il suo ronzio sembrava quello di un auto), ma riesce lo stesso a volteggiare con grazia per la stanza. Gli ho fatto anche un duplicato delle chiavi di casa, perché in piena notte mi scoccia dovermi alzare dal letto per andare ad aprirgli la porta.
Dunque Ettore arriva in stanza, si siede sul letto, e inizia ad apparecchiare la tavola, no, e mentre fa per prepararsi il laccio emostatico, lo chiamo e lo saluto:


- Ciao Ettore, come mai ci sei tu?
- Oh, scusa... ti ho svegliato! A saperlo camminano invece di volare, così facevo meno rumore. Il fatto è che mia moglie non si è sentita bene, e tocca a me fare il giro del condominio!
- No, non ti preoccupare... è sempre piacevole svegliarsi per tirare due bestemmie all'automobilista-pilota della notte.
- Hai ragione, questa strada nuova proprio qui dietro casa è un vero e proprio fastidio, no?
- Si... si... ma una volta fatta l'abitudine, non ci fai quasi più caso. E a te, come va questo lavoro sostitutivo notturno? Vedo che hai fatto un poco tardi, no?
- Abbastanza bene, già sto al terzo appartamento, però la signora del terzo piano s'è lamentata che ho fatto tardi, e mi stava aspettando già da un pezzo... Figurati che mi ha pure tenuto in caldo un piccolo spuntino che mi ha preparato con le sue mani!... una vecchina d'oro, e tutto perché mia moglie l'aveva telefonata per avvisarla dello scambio... sai, avrebbe potuto avere paura, magari non mi apriva nemmeno la porta a quest'ora.
- Eh si, che carina...
- Peccato che a me la carne ben cotta non piace tanto, tengo sempre per quella al sangue, ma sembrava oltremodo scorretto, dal momento che mi ha aspettato tutta la notte e poi le facevo pure buttare tutto! E così mi sono attardato col lavoro. Ok, preparati che facciamo il prelievo.
- Agli ordini... “dottore”!
- Senti, è inutile che pigli in giro... guarda che sono stato io a volere abbandonare gli studi in medicina, perché era un ambiente che non mi piaceva per niente. Preferisco di gran lunga la vita che mi sono scelto, e poi, con quello che ha da vivere uno come me, non ce l'avrei mica fatta a finire gli studi!
- Hai ragione, scusa... Lo so che in un paio di settimane non ce l'avresti fatta mai a finire gli studi. E ora scusami ancora, ma io mi giro dall'altra parte, non mi piace la vista del sangue.
...
- Ecco fatto! Tutto finito. Vedi che tra un po' ti può uscire una bollicina, ma tu non grattarti. Stammi bene, ti saluto, io continuo il mio giro notturno. Buonanotte.
- Buonanotte Ettore, e buon lavoro...


Si, buonanotte... intanto Ettore era già andato via, questa volta a piedi, per non disturbare. Ma oramai di sveglio ero già sveglio, e dormire non se ne parlava nemmeno. Si avrei anche potuto provarci, ma il fatto è che ora avevo anche un fastidiosissimo prurito al braccio!