Intervista a Benito Mussolini

NOTA introduttiva: Anche se ad alcuni di voi potrebbe sembrare strano (e suppongo tutti coloro che solitamente non sono abituati ad intrattenersi con la propria fantasia), in questa intervista si parla solo ed esclusivamente di... “Videogiochi”! Si, perché in effetti questa intervista è nata sulle pagine della rivista "Multiplayer.it Offline" by "GameOff". Tratta da materiale originale, non modificato per la pubblicazione, viene qui pubblicata con il consenso del suo autore.
La rivista in questione, da cui è tratto questo articolo, era una rivista trattante il mondo dei videogiochi, e fu quindi gioco forza che ogni domanda all'intervistato fosse volta a quel settore.
Certo la cosa potrebbe sembrare assurda, ma pensateci un attimo... quante volte avete acceso la TV (per fare un esempio “banale”), ed avete sentito un'intervista ad un personaggio in cui domande e risposte non fossero già state concordate?
Fatemi sapere...


Ed eccoci finalmente giunti ad inaugurare questa nostra nuova rubrica, dove, mese dopo mese, si avvicenderanno illustri personaggi per parlare con noi di videogiochi. E possiamo di sicuro aggiungere che, essendo il nostro ospite personaggio di grossa fama mondiale, questo angolino di rivista non poteva partire in modo migliore. Senza indugiare oltre, passiamo subito a presentare il nostro “compagno... di viaggio”: un uomo che ha fatto la storia non solo del nostro paese, bensì del mondo intero. Signore e signori, è qui oggi con noi Benito Mussolini. Certo vi starete chiedendo com’è mai possibile un evento di tale portata in una rivista del genere. Posso soltanto dirvi che con i giusti agganci è possibile fare tutto. E passiamo subito a leggere come ha risposto alle nostre domande in una materia a lui così ignota.


Innanzitutto mi perdoni se potrei sembrarle inopportuno, ma la prima domanda che mi viene da porle è: come devo chiamarla? Mi spiego. La nostra rivista, negli anni passati, non si è mai trovata in situazioni del genere ad intervistare personaggi del suo calibro, e datosi che apparteniamo ad epoche completamente differenti, non volevo correre il rischio di sembrarle scortese.

Non si preoccupi, è una domanda più che lecita. Diciamo che, vista l’eccezionalità della situazione, può anche semplicemente chiamarmi Duce (ma anche Benny sarebbe stata un'ottima idea! NdA).

La ringrazio Duce. Penso che ora possiamo anche cominciare con la nostra intervista. Per cominciare, subito vorrei farle una domanda molto generale, poi passeremo a qualcosa di più specifico. Duce, lei cosa ne pensa dei videogiochi?

E cosa ne posso pensare, dal momento che non so nemmeno di cosa lei stia parlando. Se potesse riassumermi brevemente cosa intende col termine video... come li ha chiamati?

Videogiochi.

Si, ecco, videogiochi. Dal termine mi sembra di capire che il riferimento sia a qualcosa di ludico, o sbaglio? Se avesse almeno la compiacenza di accennarmi a cosa si riferisce con tale termine, sarò ben lieto di esporle il mio punto di vista.

Ha ragione, mi perdoni. Purtroppo avrei dovuto prevedere una situazione simile, dal momento che lei è assente da qualche tempo.

In effetti, nel corso di questi ultimi lustri ho tentato di tenermi aggiornato con il vostro mondo. Per mia sfortuna, da dove mi trovo la cosa è tutt’altro che facile!

Immagino. Beh, tornando a noi, il termine “videogioco” ha fondamentalmente due spiegazioni. La prima è quella che gli conferisce chi ne fa uso e consumo, ovvero i “videogiocatori”, i quali affermano che il VG - mi perdoni se ne uso le sole iniziali, ma la stampa moderna così ci ha abituati - sia un modo come un altro per passare il tempo, paragonabile ad una qualsiasi altra passione, in alcuni casi potendola annoverare nella cerchia delle arti.

Comincio a farmene un’idea. In pratica potrebbero essere paragonati ad un cruciverba, oppure ad una partita a carte, se ho ben capito. Ma mi accennava ad una seconda definizione, quale sarebbe?

Beh, la seconda natura dei VG è quella che gli viene assegnata da chi non ne ha mai fatto uso, da coloro che li guardano con disprezzo... e dai giornalisti. Secondo queste persone, i ragazzini che si intrattengono con tali mostruosità, tendono poi a divenire dei criminali o, peggio ancora, degli squilibrati che la società avrebbe dovuto salvare prima di fare entrare nel limbo dei videogiocatori.

Da come me ne parla, sembra che almeno i giornalisti non siano affatto cambiati. Solo che ora lei fa sorgere in me un dubbio: quale delle due fazioni ha ragione e quale ha torto? Dal momento che ognuna sembra l’esatto opposto dell’altra, quale dovrebbe essere la definizione più esatta?

Bella domanda. Posso solo risponderle come videogiocatore di lunga data, ma non come giornalista.

Ma come, lei non è un giornalista eppure è qui ad intervistarmi?

Quand’è così, lei neppure potrebbe essere intervistato, eppure l’intervista prosegue. Dunque, le dicevo che posso parlare in vece di videogiocatore dicendole che, dal nostro punto di vista, i VG non sono assolutamente nocivi. Certo, questo finché si parla di individui sani. È naturale che se un individuo che già di suo mostra segni di... “giornalismo” poi potrebbe uscire per strada e fare strage di innocenti!

Misericordia. E si sono già verificati episodi del genere che lei sappia?

In effetti c’è chi giura di si, ma c’è anche chi giura di aver visto dei coccodrilli nelle fognature. Il problema è che i VG sono un’entità molto complessa. Cerco di spiegarmi meglio. Ogni VG è in grado di ricreare mondi interattivi per gli utenti. Non le sto a spiegare in dettaglio come funzionano, perché non sarei la persona più adatta, ma le posso dire che ad ogni utente è data la possibilità di esplorare mondi (reali o immaginari che siano) senza muoversi dalla sua stanza. Purtroppo, ciò che mette in allarme i non giocatori è la violenza che permea, nemmeno troppo di rado, da tali mondi.

Da quanto lei mi sta dicendo, allora i giornalisti non hanno poi tutti i torti. D’altro canto non le posso nemmeno dare un mio parere, dal momento che soltanto oggi ne ho sentito parlare. Magari se ne avessi potuto provare almeno qualcuno...

Duce, mi permetta di dirglielo, lei è un genio!

Come se non lo sapessi.

No, dico sul serio, quale miglior modo di farle parlare di VG se non quello di farglieli provare? Ora sa cosa facciamo, le diamo modo di provare il meglio di ciò che abbiamo a disposizione, dando anche un’occhiatina al passato, e poi ci risentiamo tra qualche giorno per chiudere questa intervista. Lei cosa ne pensa?

Beh, cosa vuole che le dica? Oramai ha messo in me tanta di quella curiosità che sarebbe difficile rifiutare tale offerta. Non mi resta altro da fare che accettare.

Benissimo! Allora ci risentiamo tra qualche giorno.


E così facemmo. Mi accordai con le alte sfere (da non intendersi come palle giganti!Nda) per fare avere al nostro ospite quanto di meglio potevamo disporre (nell’ordine: una Playstation 2 riverniciata rossa per motivi di esibizionismo, una Xbox ri assemblata con nastro isolante nero dopo un volo di alcuni metri, un Game Cube intatto perché ancora non avevamo escogitato niente di cattivo nei suoi confronti, ed un pc assemblato alla Frankenstein e che come lui era nato e vissuto. Oltre questo, un mucchio di avversari umani fu la ciliegina sulla torta) mettendolo così in grado di proseguire lungo il percorso della nostra fantomatica intervista. Prima di incontrarmi nuovamente col Duce, riuscimmo a mettergli a disposizione tutto il nostro migliore hardware, nonché un assortimento di VideoGame da fare impallidire chiunque. Questo solo per farvi capire quanto seriamente facciamo le cose! Poi, passati tre giorni tornai da lui, oramai diventato un’altra persona, con l’intento di chiedergli come fossero andate le cose.


Allora, Duce. Come è andato il corso accelerato? È riuscito a farsi un’idea di ciò che le descrivevo giorni fa?

Credo proprio di si. In effetti, durante questi giorni ho avuto modo di saggiare quanto siate riusciti a progredire in tutti questi anni. E devo dire che sono rimasto stupefatto di quanto la tecnologia sia evoluta. Non credevo possibile che una scatola del genere, come le chiamate?

Parla delle console?

Si, proprio quelle. Dicevo, mi ha stupito che in una scatola del genere fosse racchiuso tanto divertimento! Era da tanto che non mi divertivo così!

Bene, mi fa piacere. E mi dica, cosa ha avuto modo di saggiare? Intendo dire con quale tipo di giochi le hanno fatto fare conoscenza? Ne ricorda qualcuno in particolare?

A dirle il vero, mi ricordo solo un enorme guazzabuglio di suoni e colori. Ricordarne uno in particolare? Ci provo. Sicuramente ricordo il divertimento nelle sfide a quel... campionato calcistico, se non vado errato. Certo che l’arbitro in tenuta nera mi avrebbe fatto ben più piacere, ma ci accontentiamo lo stesso.

Ah, allora possiamo dire, caro Duce, che anche lei, come ogni buon italiano è un amante del calcio?

Si, si, diciamolo pure. Ma a dirle il vero sono rimasto entusiasmato da molte altre cose. Ad esempio non credevo possibile che girovagare per lo spazio fosse stato così entusiasmante! Ed io che credevo di essere una persona che ha viaggiato tanto, non avevo mai nemmeno pensato che ci fossero tanti e tali modi di farlo. Men che meno avrei pensato di usare un’astrocosa...

Astronave. Beh, certo, per lei che si è trovato improvvisamente catapultato nel nostro mondo, l’impressione dev’essere stata notevole. Ora non vorrei mitigare tutto questo suo entusiasmo permettendomi di chiederle se, oltre tutto questo bello e questo divertimento, ci sia stato qualcosa che davvero non ha approvato. Se in tutto ciò che le abbiamo proposto, qualcosa le abbia fatto storcere il naso. Duce, in breve, c’è qualche gioco che avrebbe fatto a meno di vedere?

In effetti, ora che mi ci fa pensare, qualcosa l’avrei evitato volentieri. A partire da uno di quei giochi, di quelli che vedi solo le mani che impugnano l’arma. Ebbene in uno di questi dovevo impersonare un tizio, non ricordo bene chi fosse, ma ricordo che gli toccava uccidere molti nazisti. Con tutta la buona volontà e la fantasia di cui disponevo (e mi creda bisogna averne tantissima per essere qui con voi in questo momento), proprio non sono riuscito a giocarci.

Credo sia una cosa comprensibile. Oltre questo, c’è stato altro di cui vuole farci partecipi?

Certamente. Molti giochi mi hanno annoiato tantissimo, in cui mi ritrovavo immancabilmente a prendere un oggetto, combinarlo con altri e proseguire, oppure dove bisognava capire il funzionamento di macchinari fantasiosi, per continuare a seguire il racconto. Cosa posso dirle, certo che alla lunga annoiano, ma forse è solo per il fatto che non riuscivo a sentirmi coinvolto. Invece mi sono divertito tantissimo a correre con quelle bizzarre automobiline grosse poco più di un uomo.

Forse parla dei kart?

Certo, di quelli. La prima cosa che faccio appena terminiamo è di andarne a provare qualcuno reale (e questa vorrei davvero vederla!Nda). Un dubbio però mi assilla: ma come fa ognuno di voi a scegliere a quali giocare, visto che ogni gioco richiederebbe comunque del tempo da dedicargli?

La questione della scelta è una questione puramente soggettiva. Giochi che lei ha reputati noiosi, ad altre persone potrebbero sembrare interessanti. La stessa scelta che si fa quando si entra in libreria e si scegliere un libro, non le pare?

Ha ragione. In effetti siamo ritornati alle considerazioni iniziali, quando lei mi diceva che i videogiochi non sono altro che uno svago. Magari di invenzione più recente, mi permetterei di aggiungere.

Duce, siamo quasi giunti al termine di questa nostra intervista. Sembra essere giunto il momento delle domande finali.

Del tipo se i sogni aiutino a vivere o se è la vita e cose del genere?

Non mi dica che anche lei conosce...

E chi può permettersi la leggerezza di non conoscerlo? Le consiglio soltanto di non sottovalutarlo. E non si permetta mai di rifiutare un suo invito!

Duce, devo dire che lei mi inquieta quando usa questo tono. Ma torniamo a noi. Oramai tutti i nostri lettori si staranno chiedendo: qual è il suo parere sui VG? Avrà avuto modo di farsene un’idea?

Guardi, le posso soltanto dire che ho avuto modo di abusarne, grazie alla vostra gentilezza, per tre interi giorni, e ne sono rimasto felicemente impressionato. Non mi era mai capitato di accanirmi tanto con tali apparecchi elettronici. E non mi dispiace ammettere che tanti di questi giochi hanno suscitato in me belle emozioni, senza sottovalutare poi che questi tre giorni sembrano essere volati.

Quindi lei sembrerebbe non disapprovare, da quanto mi pare di capire?

Disapprovare, non direi. Certo è che l’uomo, fin da bambino ha sempre iniziato ad imparare giocando, quindi non vedo che male potrebbero fare questi vostri videogiochi. Purtroppo non me la sento nemmeno di approvare in pieno questo videogioco in quanto entità, dal momento in cui è un campo talmente vasto da non poterlo generalizzare, da quanto ho avuto modo di capire.

Come sempre mi ritrovo a darle ragione. L’argomento trattato avrebbe richiesto tanto di quel tempo che noi non avevamo a disposizione. Cos’altro dirle. Anche se qualcuno potrebbe non credermi, è stato un piacere discutere con lei.

Ma le pare, il piacere è stato il mio. Un po’ di sana conversazione mi mancava da tanto tempo. Senza contare, poi, la bella esperienza.

Purtroppo la nostra intervista termina con questi saluti, anche perché lo spazio è tiranno.

E a me lo dice!

Dunque salutiamo il nostro ospite, ringraziandolo di essere stato qui con noi.