Nota introduttiva: Questa intervista è stata tratta dalla rivista "Multiplayer.it Offline" by "GameOff". Tratta da materiale originale, non modificato per la pubblicazione, viene qui pubblicata con il consenso del suo autore.
La rivista in questione, da cui è tratto questo articolo, è una rivista che tratta del mondo dei videogiochi, quindi ogni domanda all'intervistato è volta a quel settore.
In effetti la cosa può sembrare assurda, ma in fondo vi abbiamo avvertiti che da queste parti nulla va preso seriamente vero?
Ah, in ordine cronologico, questo è il secondo articolo.
Dopo lo strepitoso successo riscosso con questa rubrica (addirittura sono arrivati pareri positivi anche da chi non l’ha letta!) non potevamo far altro che cercare di migliorarci, fatto del tutto non facile vista la portata del nostro precedente ospite (per la cronaca Benito Mussolini).
Voi, però, sottovalutate le risorse di questo piccolo manipolo di eroi, e per di più non avete nemmeno modo di immaginare quanto il nostro gran capo redazionale abbia agganci in alto. E quando dico in alto intendo dire davvero in alto... ma tanto da lasciare tutti sconcertati quando è stato annunciato il nostro ospite che andrò testé a presentarvi. Questo mese è con noi molto più che un uomo, e definirlo divino è ancora restrittivo. Signore e signori, ho l’onore di presentarvi sua divinità Zeus, in arte Giove, per gli amici Giogiò (Spero che questa ti piaccia. NdSB).
Ora cominciate a rendervi conto di quanto sia stato oltremodo complicato ottenere un’intervista esclusiva di tale portata? Posso solo dirvi che il collegamento in diretta con Villa Olimpus è stato il passo più delicato. Vi basti sapere che questo è stato possibile solo in occasione dell’allineamento di Venere messa di profilo con la terza casa di Giove, quella a Portofino, e con la nostra parabola collegata ad un decoder residuato dei primi tempi di Stream e con ancora dei file (ahem, in effetti ancora non si era in grado di pagarsi l’abbonamento) di quell’epoca oramai passata. Evento questo che si verifica ogni 57.123.246 anni, 7 mesi e 9 giorni... circa! Capirete quindi la nostra ansia nell’assistere ad un evento quasi più raro di un governo onesto.
Prima di cominciare, un grazie particolare a Gennarino Esposito, operaio con tre figli, moglie, cane e suocera a carico, in veste di tramite tra noi ed il sommo, facendoci da interprete... No, non conosceva per niente l'antica lingua degli dei, ma un buon napoletano doc ha modo di farsi capire da tutti. Dopo sole tre ore, il sommo aveva imparato il napoletano! E diamo subito inizio a questa lunga intervista senza indugiare oltre.
SB: Oh Sommo, innanzitutto le siamo estremamente grati del tempo a noi concessoci, quindi cercheremo di arrecarle quanto meno disturbo possibile. Le dico subito che il nostro precedente ospite era a digiuno totale in materia videogiochi. Lei, in proposito, a che livello è situato?
Gennarino: E che so’ sti videogiochi?
SB: Ma come, Gennarì, te l’avevo detto che io lavoro per una rivista che parla di videogiochi. Secondo te l’intervista di che cosa poteva parlare? Delle delle gare di rutti alla mensa?
Gennarino: No ingegnè, scusatemi, ma ora come si fa? Sapete, con l'euro, la suocera e mia moglie, mi rompo la schiena e a fine mese...
E così abbiamo preso Gennarino e anzichè cacciarlo, visto che siamo un manipolo di eroi di cuore buono, lo abbiamo rinchiuso nella solita stanza (fare riferimento alla precedente intervista) e per ben tre giorni lo abbiamo immerso in consolle, pc e tutto quanto faccia videogames. Giorni che naturalmente gli sono stati detratti dalla busta paga. Dopodichè siamo ritornati alla carica.
SB: Allora oh Sommo, ricominciamo da capo. Lei quanto sa di videogiochi?
Giogiò (dice che così è più confidenziale): Sarebbe facile vantarmi del fatto di sapere tutto. E se le dicessi che li ho inventati io i videgiochi?
SB: Mi verrebbe da pensare che lei mi emula Pippo!
Giogiò: No, non sto scherzando. L'ispirazione mi venne una notte in cui era maltempo, e il mio decoder non fungeva più. Così decisi di giocare al mio sport preferito il tennis, e inventai il Pong... ma non sai la noia, così lo buttai e me ne andai a dormire. Evidentemente a qualcuno dev'essere piaciuto più che a me. E addirittura posso dirle, in assoluta buonafede, che Lara Croft non è altro che una mia amichetta estiva che voleva fare carriera.
Gennarino: Lara chi? E chi è questo Pong?
SB: E no, ora basta Gennarì, tu ti devi solo limitare a parlare e tradurre ciò che dice l'altissimo. Se continui a interrompermi, non fai altro che mettermi i bastoni davanti alle ruote!
Gennarino: No dottò, non li metto davanti alle ruote. I bastoni li metto tra le ruote, perchè altrimenti non si capisce. Se li metto davanti voi poi li saltate e non vi succede...
A questo punto, improvvisamente, abbiamo dovuto fare a meno del nostro caro interprete Gennaro, visto che come statua non poteva esserci granchè utile. Se posso permettermi di darvi un consiglio, beh, non importunate mai una divinità mentre prova a parlare. Nel frattempo, però, sfruttando le mie doti colturali e il fatto che Zeus ora parlava perfettamente napoletano (compresi alcuni dialetti da esso derivati) ho deciso di continuare in proprio la mia intervista, e ancora non so come ringraziare il fu Gennaro. Quella che segue è una traduzione integrale dal napoletano di quanto ha detto sua divinità. Dunque proseguiamo.
SB: Cos'è successo? Oh mio Dio!
Giogiò: Si eccomi!
SB: No, non parlavo di lei, mi riferivo a quell'altro.
Giogiò: Quale altro? Di chi stai parlando, tu povero mortale?
SB: ...ehm, niente. Davvero niente, sa, qui è un modo di dire della nostra epoca, ma oramai nessuno più ci fa caso. E poi ce ne sono talmente tanti in giro che delle volte faccio confusione persino io.
Giogiò: Ah, si, mi è sembrato di sentire qualche cosa... Gran brutto affare.
SB: Mi scusi ancora per quanto successo. Tornando a noi credo di capirla, quindi credo anche di doverla ringraziare per quella scintilla, quel Prometeo del mondo videoludico chiamato Pong. Ma ora andiamo avanti. Datosi che lei mi sembra molto efferato in materia, vorrei affrontare qualche argomento più specifico della semplice dissertazione generale sull'argomento. Se mi permette, vorrei sapere il suo parere in merito ad un preciso filone ludico. Parlo in particolare di simulatori di divinità, o più in generale di simulatori di vita reale, in cui ad ogni giocatore è data la possibilità di fare il bello e il cattivo tempo interferendo nelle vite dei poveri bit che gli capitano sotto mano. Mi permetta di dirle che come diretto interessato, il suo potrebbe essere il parere più autorevole in merito.
Giogiò: Oh, benissimo, se vuoi ti spiego com'è andata la storia.
SB: E certo, ti pareva. Oramai non mi meraviglio più di nulla. La ascolto in muta devozione!
Giogiò: Ecco, così mi piaci. Dunque, parlavamo del mio primo videogioco. Dopo essermici annoiato per qualche secolo, l'ho accantonato, ma nel frattempo mi era scaduto l'abbonamento a Tele Olimpicus, quindi la noia mi assaliva. Capirai che qui, per far passare il tempo, di fantasia ce ne vuole molta, quindi cominciai ad allenarmi a gestire qualche nuovo insediamento di voi comuni mortali con un altro passatempo di mia invenzione, che a suo tempo chiamai 'Sim Polis'. Il fatto è che giocaci oggi, giocaci domani, mi è venuto a noia pure questo, così lo buttai e mi dedicai ad un altro gioco. Questo nuovo passatempo consisteva nel prendere una dozzina di semidei che mi stavano sulle palle dicendogli che per un po' di tempo li avrei mandati in vacanza a Cartagine, mentre poi li facevo rinchiudere tutti in un'anfiteatro pieno di belve feroci create da me medesimo, e di cui loro erano all'oscuro. L'ultimo sopravvissuto veniva ammesso nella cerchia degli dei. Questo gioco lo chiamai 'Il grande Dio' ma riuscii a farne solo due edizioni, poi mi è venuto a noia anche quest'altro... senza parlare del fatto che la voce si era sparsa in giro, e nessuno più voleva andare in vacanza!
SB: Immagino. Solo che non avrei mai pensato che buona parte della nostra civiltà derivasse dai suoi esperimenti. Solo che ora mi sorge una domanda. Dal quel suo primo 'Sim Polis' è nato tutto un filone di videogiochi che ne seguono le tracce, e chi più, chi meno, tutti permettono di sentirsi un tantino 'divini' nel proprio piccolo. Dopo i suoi preziosissimi aneddoti, ora ai nostri lettori farebbe di sicuro piacere conoscere il suo parere in merito a ciò che offrono tali giochi.
Giogiò: Ma certo, ben volentieri. Innanzitutto comincio dicendoti che ho seguito ogni vostro passo evolutivo in questo settore, datosi che mi piace molto giocare con le mie console e il mio personal. Non hai idea di quanto mi sono divertito a far crescere la mia tigre feroce e la mia tartaruga, quando il mio amico Peter mi prestò una sua copia di 'Black & Withe'. Divertimento allo stato puro. Quasi mi ero convinto ad allevarne una reale, ma poi ho dovuto desistere perchè altrimenti non avevo tempo da dedicare al pc. E poi anche voi siete riusciti a stupirmi.
SB: Davvero? Questa mi suona nuova. E come abbiamo fatto?
Giogiò: Si, da quando quelli della Maxis, dopo avere scopiazzato e modernizzato il mio simulatore di civiltà, si sono spinti oltre creando quel simulatore di vita reale, di cui ora mi sfugge il nome.
SB: Sta parlando di 'The Sims'?
Giogiò: Proprio così! Quello e tutta l'infinita serie di espansioni che si è tirato con se. E ti sei accorto, navigando, di quanti oggetti, aggiunte e miscugli vari si possono trovare per ampliare la portata del titolo? Se a questo aggiungi che molto lavoro è stato fatto da gente che non viene pagata per farlo, ma lo fa di propria iniziativa, per puro divertimento, allora cominci a renderti conto della portata di tale fenomeno. Quindi, anche se personalmente preferisco il potere su larga scala, e non a caso il mio gioco implicava tale condizione, non potevo non cimentarmi anche con questa prova. Potevo farci una cattiva figura sia come videogiocatore, sia come divinità.
SB: Quindi lei è un altro dei seguace di 'The Sims'. Allora la prossima domanda deve necessariamente essere la richiesta di un suo parere, da videogiocatore prima, poi da divinità su tale filone di giochi.
Giogiò: Cosa posso dirti. Dal lato videogiocatore, il dover gestire delle vite nel loro svolgersi quotidiano è divertente e complicato al tempo stesso. Soltanto che nella realtà, gestire delle vite è tutt'altro che divertente. Non avete idea di quanti problemi ci diate voi umani. Posso dirti che la maggior parte del nostro tempo dobbiamo passarlo a rimettere in ordine cose che voi, dall'alto della vostra incompetenza, riuscite a denaturare completamente. E che dire poi di tutte le inutili complicazioni che avete? Queste sono tutte cose che in un videogioco troverete difficilmente, dal momento che sono comunque prodotti da voi e non da qualcuno che vi veda da fuori. Detto questo, resta comunque il fatto che è un buon passatempo.
SB: Beh, che dirle, dovrebbe ringraziarci di essere imperfetti, altrimenti voi come fareste a far passare il vostro tempo?
Giogiò: E tu ti sei mai chiesto perchè vi abbiamo creati difettosi? Non cercare di fare il furbo con me. Ricordati di Gennarino, e pensa che a lui è andata molto bene!
SB: Ho capito l'antìfona. Quindi direi di passare a qualche altra domandina facile, facile, sempre che sua santità sia d'accordo.
Giogiò: Ecco, così cominci a piacermi. Su avanti, ti concedo ancora qualche piccola domanda, prima di lasciarti, e non ti permettere di chiedermi se i sogni aiutano a vivere perchè ti faccio diventare mangime per polli!
SB: Ma come! Ma allora anche lei...
Giogiò: Si, lo conosco, e devo dirti che non mi sta tanto a genio. Il punto è che nemmeno io posso fargli niente, ti rendi conto!
SB: Questa davvero non me l'aspettavo. Allora la mia ultima domanda riguarderà sempre i videogiochi. Altissimo, cosa ne pensa dell'immediato futuro? Cosa crede ci porteranno le software house per continuare a stupirci e farci giocare?
Giogiò: A dire il vero già so per certo cosa succederà in ogni campo della vostra vita, ma visto che non ti compete, mi limito solo a dirti che voialtri siete una razza piena di fantasia, quindi non ti preoccupare che avrai ancora molto lavoro da fare. Certo di stronzate ne farete sempre, come ad esempio riuscirete a superare il decimo sequel di Tomb Raider, ma per il resto verrano un sacco di belle cose, e non vedo l'ora di metterci le mani sopra.
SB: Mi scusi, ma non è contento che la sua amica sia diventata così famosa?
Giogiò: E chi se ne frega, visto che è già morta da qualche secolo.
SB: Capisco. Ora non mi resta altro da fare che concludere ringraziandola di essere stato qui con noi.
Giogiò: Il piacere è mio. Sai che quando si parla di videogiochi sono sempre dalla vostra parte.
SB: Ah, maestro. Prima che il collegamento si interrompa, potrei chiederle un piacere personale?
Giogiò: Si, ma potresti richiare la vita, vuoi farlo ancora?
SB: Certo che no, volevo solo chiederle di svecchiare un poco il nostro Gennarino, ma se vuole lo porto volentieri così a sua moglie, che sarà certamente contentissima di fargli un mausoleo.
E così fu, che riportai Gennaro a casa, e che oggi fa bella mostra di se al fianco della statua del milite ignoto nella piazza della sua cittadina di provincia. Certo, vederlo ora bersaglio dei colombi non sembrerebbe, ma posso assicurarvi che era davvero una brava persona.
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