Un giorno il cavaliere nero, cavalcava il suo destriero. Arrivò in un villaggio e, senza scendere da cavallo, passò lasciando la sua leggenda.
Altro villaggio, altro passaggio, ma dalla sua nera armatura, mai si sarebbe separato. Ovunque sarebbe passato, chiunque lo avrebbe temuto, e questa era la sua vita di passaggio, dall'uno all'altro villaggio.
Nessuno l'aveva mia visto, nessuno seppe mai chi fosse quel cavaliere nero, o perché passasse da un villaggio all'altro.
Un giorno il cavaliere nero, seguiva un nuovo sentiero. Era cupo, deserto e scuro, ma lui si sentiva protetto, era al sicuro. La sua armatura lo protesse fino al nuovo villaggio, in cui sarebbe stato di passaggio.
Quant'era brutto questo villaggio, vecchie case e sporche strade, poche persone dallo sguardo spento. Il cavaliere nero aveva paura, ma decise di passare ugualmente. Si guardò intorno, strinse l'armatura e s'affretto a passare. E così un altro villaggio, conobbe il cavaliere nero, e le sue imprese, ed il suo viaggio. Ma questa volta il cavaliere ebbe paura, paura di perdere la propria armatura. E così, una volta passato il villaggio, capì ch'era giunto il tempo di riforgiare la sua nera armatura, che ora divenne più bella, più forte... più scura.
Un giorno il cavaliere nero, seguiva un nuovo sentiero, ricco di luce, di bianco... di leggero. Anche questo era un sentiero mai provato, anche questo avrebbe superato. Così camminando in un'armatura, più nera della notte più scura, vide venirgli incontro una bambina. Una bambina fresca d'aria mattutina gli s'avvicina e guarda.
Il cavaliere nero rimase perplesso.
-Tu. Tu, non hai paura di un cavaliere nero, che cavalca il suo destriero?
-Io vengo dal villaggio, per accompagnarti nel tuo viaggio. E non ho paura, di un'armatura tutta nera, perché anche se così scura, la tua anima emana un'aurea sicura.
-E come fai tu, piccola bambina, a scrutare sotto la mia armatura? Sei forse una maga, o sei un indovina?
-No cavaliere, ma nel nostro villaggio non v'è bisogno d'armatura. Qui nessuno ti farà niente, qui nessuno vede la tua armatura. Se vuoi, puoi anche toglierla e sentirti libero, e farti vedere per quello che sei. Qui tutti ti ricorderanno ugualmente.
-Com'è possibile, la mia possente armatura, fortificata e riforgiata ad ogni villaggio, non mi consente di proteggermi da quest'altro viaggio...
-La tua non è una semplice armatura, cavaliere. Noi qui la vediamo benissimo, quelle sono tutte le tue paure. Le usi per proteggerti nei tuoi viaggi, e nessuno t'ha mai scorto, tutti hanno visto solamente un cavaliere nero. Ora, se vuoi, prima d'entrare nel nostro villaggio, prova pure a togliere l'elmo. Prova pure a mostrare il tuo vero viso.
Il cavaliere nero rimase perplesso. Quella era la sua armatura, ma una bambina gli fece notare ciò che non avrebbe mai voluto vedere.
Un giorno un cavaliere nero, seguiva un nuovo sentiero. Era appena riemerso da un villaggio, dove avrebbe potuto terminare il suo viaggio. Ed ora la sua armatura non era più come la notte scura, ma emanava una bella luce, come quella di una bambina.
Una bambina fresca d'aria mattutina.
Ettore il mio amico zanzara Supereroi crescono Intervista a John Ronald Reuel Tolkien Intervista a Zeus Autobiografia Standardizzata Intervista a Benito Mussolini Orrore di un ritrovato Vita d'inferno Favoletta sulla morte Piccolo Pem Diddì e Pira - I Vita Comprensione, ovvero Conservare La favola del Cavaliere Nero in a total of 14 elements.