Vita

Dunque ero li, che stavo a camminare solo per la strada a seguire i miei passi. E come sempre, mi è successo un'altra volta... e allora mentre camminavo, pian piano salivo nel mio mondo. Si, facevo un passo e poi un altro, e salivo fino a non toccare più terra, e ad ogni passo tutto cambiava... ogni colore diveniva meno colore, andava affievolendosi, si trasformava e si mescolava al resto, fino a creare una grande amalgama di colori da cui guardare il mondo... e così mi ritrovavo con un azzurro da cielo che piano scendeva giù ed andava a coricarsi su di un grigio asfalto a ricoprire le strade, al di sotto dei miei piedi, ed era bellissimo a vedere, ed era tutto bellissimo a fluttuarci sopra senza lasciare tracce visibili, guardando i colori mescolarsi al passaggio di un vento bianco di un bianco abbagliante.
I suoni, invece, cominciavano a suonare in sintonia con ogni altro suono, fino a suonare di silenzio con cui ascoltare il mondo... e così lo stridere di un pneumatico suonava allo stesso ritmo del vento, e sussurravano all'orecchio soltanto una nuvola di silenzio, lento e ritmato, di un ritmo ammaliante.
E come sempre, e come ogni altra volta, cammino e ritrovo questo mondo, ed una volta ritrovatolo riprendo a seguire il filo dei miei pensieri, senza che nessuno possa raggiungermi. Lascio qui la stanchezza e comincio a seguirli, e come sempre mi accompagnano, passo dopo passo, a vedere una parte di mondo che io nemmeno conosco, nemmeno conoscerò, nemmeno ricorderò... ma che resterà indelebile, impressa sulle retine di questi miei occhi come realtà viva appena vissuta.
Poi capita che io sto camminando già da un bel po' di tempo, e mentre cammino incontro un conoscente sconosciuto, che mi da un a mano a scendere in questo mondo ancora una volta per ri prenderne finalmente parte.
E con lui parlo di altri mondi estranei, poi ricomincio i passi, ma questa volta, passo dopo passo, comincio a capire.
Comincio a capire che io questo mondo non sapevo come fare per capirlo, ed ora, invece, ho finalmente capito di dover capire che non va capito... ma semplicemente vissuto!
Dunque ero li, consapevole di aver capito che questo mondo non è il mio, e non devo capirlo, e così comincio a viverlo nei colori che mi circondano perché colori, in una nuvola che si muove perché nuvola, in un gatto che pulisce la zampa perché anche lui ha capito che non c'è niente da capire, ma solo da vivere quanto meglio può, e quindi aspetta sicuro, guardandosi la zampa, e leggendo nei raggi del sole che lo scaldano, la vita che lo circonda.
E in questo momento tutto mi è chiaro, anche questo freddo che mi punge il naso, e che mi da lacrime. Esisto perché sono vivo, e sono in questo mondo semplicemente per viverlo quanto ne ho da vivere. Questa è la vita, ed ora che la conosco ho voglia di viverla con chi me l'ha data da scoprire con un sorriso!